A fine settembre la scena si ripete in ogni casa: apri l'anta e davanti ai maglioni ci sono ancora i costumi da bagno. Il cambio di stagione armadio è uno di quei lavori che si rimandano per settimane e poi si fanno di corsa, ficcando tutto dentro uno scatolone. Il conto arriva ad aprile: magliette ingiallite, lana bucata dalle tarme e pieghe che non vanno più via. Con un metodo, invece, si chiude in un pomeriggio e i capi tornano fuori come li avevi lasciati.
Quando farlo davvero
Non seguire il calendario, segui il meteo. Il momento giusto arriva quando le minime restano sotto i 15 °C per una settimana intera: al Nord di solito tra fine settembre e metà ottobre, al Centro-Sud anche a novembre inoltrato. Scegli una giornata asciutta e ventilata: ti servirà per arieggiare l'armadio e per far asciugare del tutto i capi lavati. Tieni fuori una riserva di mezza stagione (una felpa, due t-shirt, una camicia leggera): a ottobre le giornate da 25 °C non sono ancora finite.
Prepara il campo prima di svuotare
Serve poco: quattro superfici libere (il letto va benissimo), sacchi per la lavanderia, contenitori traspiranti e un panno umido. Prima di rimettere dentro qualsiasi cosa, svuota completamente l'armadio e passa ripiani e pareti interne con un panno appena inumidito, poi asciuga. La polvere e i residui di fibre sono il primo richiamo per le tarme.
Cambio di stagione armadio: i sei passi
- Dividi in quattro pile: resta fuori, si ripone, va riparato, esce di casa (da donare o rivendere). Se un capo non l'hai indossato per tutta l'estate, non riporlo: esce.
- Lava tutto quello che riponi, anche i capi che sembrano puliti. Il sudore e la crema solare non si vedono quando ti spogli, ma in sei mesi diventano aloni gialli e un richiamo per le tarme.
- Asciuga alla perfezione. Basta un solo capo leggermente umido chiuso in una scatola per far sapere di muffa tutto il contenuto.
- Piega o appendi in base al tessuto. Maglieria, lana e cashmere sempre piegati: appesi si deformano sulle spalle. Camicie di lino, giacche e abiti restano sulle grucce, meglio se di legno.
- Usa contenitori che respirano: sacche in cotone o in tessuto non tessuto e scatole di cartone con qualche foro. Evita i sacchi di plastica sigillati e il sottovuoto per lana e piumini: la compressione schiaccia le fibre e l'umidità resta intrappolata.
- Etichetta le scatole e metti in alto o sotto il letto ciò che non toccherai fino a maggio. Scrivere «costumi + lino» su una scatola ti fa risparmiare mezz'ora ad aprile.
Come proteggere i capi riposti dalle tarme
Le tarme attaccano le fibre naturali sporche: lana, seta, cashmere. La naftalina non serve più a niente, se non a lasciare odore. Funzionano meglio i sacchetti di lavanda, le palline di legno di cedro (da ravvivare con la carta vetrata ogni due mesi) e i chiodi di garofano chiusi in un fazzoletto. Non appoggiarli mai a contatto diretto con il tessuto, perché possono macchiare. A metà inverno apri una scatola e controlla: dieci minuti che valgono un maglione salvato.
I capi invernali che escono dalla scatola
Dopo sei mesi chiusi, maglioni e cappotti hanno bisogno di mezz'ora d'aria prima di essere indossati: appendili in bagno mentre fai la doccia oppure all'aperto in una giornata asciutta e le pieghe si distendono da sole. Se in casa c'è un cane o un gatto, la lana scura esce dal ripostiglio piena di peli e di pelucchi; un rullo levapelucchi riutilizzabile la pulisce in due passate e ti evita di comprare rotoli adesivi per tutto l'inverno. Trovi altre idee per l'ordine in casa nella selezione Velia Select.
Gli errori che costano di più
- Riporre capi macchiati pensando «tanto poi li lavo»: la macchia si fissa e diventa irreversibile.
- Lasciare le scatole in cantina o in garage umidi: meglio un ripiano alto dentro casa.
- Conservare i capi ancora dentro la busta di plastica della lavanderia: trattiene i solventi e ingiallisce i tessuti.
- Rimandare le riparazioni. L'orlo scucito che metti via oggi lo ritroverai scucito ad aprile, e non lo indosserai comunque.
Fatto una volta con ordine, il cambio di stagione si accorcia da solo: l'anno dopo hai meno capi, sai già dove sono e apri l'armadio trovando soltanto quello che metti davvero.