Il bracciolo del divano sfilacciato, i fili che pendono e il gatto che ti guarda mentre continua per la sua strada. Prima di comprare un altro divano conviene capire che graffiare non è un vizio né un dispetto: è un bisogno fisico che non si può eliminare, solo reindirizzare. Questa è la chiave di come evitare che il gatto graffi il divano, e spiega anche perché i gatti graffiano i mobili pur avendo un tiragraffi in casa. Con il tiragraffi giusto, nel posto giusto, la maggior parte dei casi si risolve in poche settimane.
Perché i gatti graffiano i mobili
Graffiare svolge quattro funzioni contemporaneamente, e nessuna ha a che fare con il farti dispetto:
- Curare le unghie. Agganciando e tirando si stacca lo strato esterno consumato e resta la punta nuova sotto.
- Marcare il territorio. I cuscinetti hanno ghiandole che lasciano odore, e il graffio lascia anche un segno visibile. È un cartello, non un danno.
- Allungarsi. Quasi sempre lo fa al risveglio, stirando schiena e spalle in un movimento unico.
- Scaricare la tensione. Un gatto annoiato, in una casa con poco gioco o con un altro gatto che lo stressa, graffia di più.
Per questo punirlo non serve a nulla: è come vietargli di respirare. Quello che funziona è offrirgli un posto migliore del divano.
Perché sceglie proprio il divano
Il divano riunisce tutto ciò che un gatto cerca: sta al centro del territorio, il tessuto si aggancia bene, non si muove quando tira con forza e profuma della sua famiglia. Se il tiragraffi che ha non vince su questi quattro punti, il gatto continuerà a scegliere il divano per pura logica.
Prima di cambiare qualcosa, guarda i segni: se i graffi sono verticali, sullo schienale o sul bracciolo, il tuo gatto graffia in piedi e ha bisogno di altezza. Se sono sulla seduta o sul tappeto, preferisce graffiare in orizzontale.
Il tiragraffi giusto, ed è qui che quasi tutti sbagliano
- Altezza sufficiente: almeno 60-70 cm, perché il gatto possa allungarsi tutto. I tiragraffi piccoli da bazar non gli servono nemmeno per iniziare.
- Base stabile. Se traballa alla prima tirata, il gatto non torna. Un tiragraffi che cade è un tiragraffi scartato.
- Materiale che aggancia: corda di sisal o cartone pressato. La moquette confonde, perché è esattamente ciò che non vuoi che tocchi.
- Orientamento in base ai suoi segni: verticale, orizzontale o inclinato. Nel dubbio, mettine uno per tipo.
- Quantità: uno per gatto più uno di scorta, distribuiti. Uno vicino al posto dove dorme e un altro dove già graffia.
E non buttare il tiragraffi vecchio perché è brutto: per il gatto, sfilacciato significa usato, con il suo odore e pronto all'uso.
Come insegnare a un gatto a usare il tiragraffi
La parte pratica, in cinque passi:
- Mettilo attaccato al divano, nel punto esatto che graffia. Più avanti, quando lo userà tutti i giorni, potrai allontanarlo di qualche centimetro alla settimana.
- Premia qualsiasi contatto: che lo annusi, che ci appoggi una zampa, che ci si strofini. Un piccolo premio in quel momento vale più di dieci premi dopo.
- Gioca intorno e concludi il gioco lì. Con una canna da gioco, porta il giocattolo fino al tiragraffi e lascia che lo afferri salendoci sopra.
- Usa erba gatta o valeriana strofinate sulla superficie: a una parte dei gatti accendono l'interesse all'istante.
- Non portargli mai le zampe con la forza. Tenergli le zampe sul sisal ottiene esattamente il contrario: che associ il tiragraffi a una situazione sgradevole.
I momenti migliori per esercitarsi sono il risveglio dal sonnellino e il tuo rientro a casa, quando l'impulso ad allungarsi e a marcare è più forte.
Come proteggere il divano nel frattempo
Mentre il gatto impara, conviene che il divano smetta di essere attraente:
- Protezioni trasparenti in vinile sugli angoli o nastro biadesivo: la consistenza appiccicosa è per loro molto sgradevole e non rovina il tessuto.
- Copridivano spesso e ben teso o una coperta che copra il bracciolo. Se non si aggancia, perde tutto il suo fascino.
- Cancella il segno olfattivo pulendo la zona con un prodotto enzimatico. Senza questo passaggio il gatto torna sullo stesso punto, perché è il suo stesso segno a richiamarlo.
- Evita l'ammoniaca per pulire: il suo odore ricorda quello dell'urina e può spingerlo a rimarcare.
E visto che il divano continuerà a essere il suo posto preferito, tieni a portata di mano un levapelucchi riutilizzabile per il copridivano e i cuscini: si passa in un minuto ed evita di dover chiudere il salotto, che è la peggiore soluzione di tutte.
Le unghie: tagliale, ma bene
Unghie corte fanno molti meno danni al tessuto. Si tagliano ogni due o tre settimane, solo la punta trasparente e mai la zona rosata, che contiene vaso e nervo. Se il tuo gatto non si lascia fare, inizia con un'unghia al giorno mentre dorme sulle tue gambe.
Quello che non è un'opzione è l'onicectomia: amputare la falange è vietato nella maggior parte d'Europa salvo indicazione veterinaria per motivi medici, e lascia strascichi di dolore e di comportamento. Nemmeno i copriunghie adesivi sono una scorciatoia: parlane prima con il tuo veterinario.
Quello che non funziona
- Urlare o usare lo spruzzino d'acqua. Il gatto non impara che il divano è sbagliato; impara che tu fai paura, e lo stress aumenta i graffi.
- Nascondere il tiragraffi nella stanza accanto perché sta male in salotto. Se non è dove avviene la scena, non conta.
- Lasciarlo senza gioco. Due brevi sessioni di caccia al giorno e cibo che gli costi un po' di fatica, per esempio in una ciotola slow feeder per gatti, abbassano la tensione di fondo che finisce per uscire dalle unghie.
In sintesi
Un tiragraffi alto e stabile, messo nel punto esatto in cui graffia, più una protezione temporanea del divano e unghie corte: con queste quattro cose la maggior parte dei gatti cambia posto in due o tre settimane. Su Velia Select trovi articoli per convivere con gli animali senza rinunciare al salotto.